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Il fascino antico di un rito che si rinnova ogni tre anni, con cento figuranti in corteo. A #Cilavegna per il venerdì santo
Torna la processione delle “Tre Marie”
Adesso le “Tre Marie” non sfilano più per cercare marito. Ma la processione del venerdì santo a Cilavegna, che si rinnova ogni tre anni dopo sei decenni di oblio, non ha perso quasi nulla del suo fascino antico. I cento figuranti si muoveranno alle ore 21 dalla chiesa di Santa Maria, presso l’oratorio, per arrivare alla chiesa Parrocchiale. In mezzo le cinque “stazioni”, cortili adornati a tema “Passione”. E poi le protagoniste, le tre donne velate dall’identità misteriosa.
pubblicato il 29 marzo 2018 alle ore 18:01
Le “Tre Marie” nell’edizione del 2009

L’usanza è antichissima, forse sei o settecentesca, ma l’ultima processione “tradizionale” si tenne nel 1947, sempre a scadenza triennale. Poi più niente. Basta “tre Marie”, inghiottite dal progresso. Ma Mario Lino, cilavegnese doc, membro di lunga data dei “Legnanesi” e fondatore della compagnia locale del Trabattello, la riesumò nel 2009. E da
allora, due anni no e uno sì, la tradizione del venerdì santo di Cilavegna è risorta.
«Ho avuto la fortuna, da bambino – racconta Lino – di assistere all’ultima processione. Mio padre era il priore della confraternita di Santa Maria, ricordo che ero rimasto molto impressionato. Era sentitissima, chi partecipava pagava fior di quattrini. C’erano anche i bambini che sfilavano col gruppo dei “misteri”, oggetti simbolici a tema. Il più ambito era quello del gallo, che veniva messo all’asta. Le dame, come i farisei, portavano i gioielli. Nella versione del 2018 saranno finti, ai tempi erano veri e servivano alle ricche del paese per ostentare il loro benessere. E poi c’erano le tre Marie, tre ragazze nubili e vergini che avevano voglia di sposarsi entro l’anno. Solo il prevosto sapeva chi fossero. Loro dovevano comparire e scomparire durante la processione e i ragazzi dovevano cercarle e seguirle, sperando che poi scattasse l’amore. Ricordo una di loro che, pur di non farsi trovare, si nascose in campagna, nella roggia Biraga... Adesso sono solo figure simboliche». Eppure pare che funzionasse e che molte “tre Marie” coronassero il sogno di mettere su famiglia in poco tempo. La processione di domani sera seguirà il percorso classico, dall’oratorio alla chiesa dei santi Pietro e Paolo. Il corteo, che sarà annullato in caso di maltempo, sarà guidato dal cerimoniere, il confermatissimo Alessandro Lodigiani. Seguiranno le dame, i misteri della passione (realizzati dall’artista cilavegnese Pietro Trumellini) portati dai cresimandi, la statua della Madonna dei Sette Dolori e gli scout, col Cristo morto in barella su un catafalco. In totale i figuranti coinvolti saranno un centinaio. Con loro anche il sindaco Giuseppe Colli con la fascia tricolore, parte del consiglio comunale e i rappresentanti dei carabinieri. Va reso merito anche al prevosto, don Giampaolo Villaraggia, che ha cercato la collaborazione tra associazioni e parrocchia per l’organizzazione della processione. Le cinque “stazioni” presso le quali si fermerà il corteo saranno cinque cortili messi a disposizione dai privati e allestiti con varie tematiche riguardanti la Passione di Cristo, scelte dagli organizzatori. Infine loro, le tre Marie, come sempre tre ragazze di Cilavegna. Forse non cercano più marito, forse sfilano per fede o per amore della tradizione. Ma con un segreto che rimane: quello della loro identità.

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