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Il 39enne batterista vigevanese sabato scorso si è esibito a #Firenze con #Rockin'1000 per il #concerto benefico “That’s Live”
Bacchette in alto, ecco Federico!
pubblicato il 27 luglio 2018 alle ore 17:17
Federico Silva

Assistere da spettatore al concerto benefico “That’s Live 2018” di Rockin’1000, sabato scorso allo stadio Artemio Franchi di Firenze, è un evento straordinario, parteciparvi da accompagnatore, dietro le quinte, è un’esperienza unica Rockin’1000 è la più grande rock band del mondo. Nell’edizione 2018 è composta da circa 1500 musicisti di diversa età e nazionalità, che si trovano a suonare insieme brani mitici dell’epopea del rock. Sono previsti due giorni di prove, fa molto caldo e il sole batte implacabile sullo stadio privo di alcuna copertura. Ogni partecipante deve portare il proprio strumento con tutti gli accessori necessari. Per i batteristi è più complicato perché il materiale è tanto, voluminoso e pesante. Noi siamo partiti con un Ducato sul quale abbiamo caricato le batterie che scarichiamo allo stadio e lasciamo in deposito.

Il mattino del primo giorno è destinato a prendere posto nel campo e al montaggio delle attrezzature. Bisogna fare un po’ di coda ai cancelli perché si entra e si prova a turno. L’attesa è snervante ma nessuno si lamenta, tanto è l’entusiasmo. Il prato è riservato per due terzi ai musicisti, il resto è occupato da palco, casse e riflettori. Davanti si posizionano i cantanti; chitarre e batterie sono divise in due blocchi, destra e sinistra; al centro i bassi. Ad ogni batteria è riservato un rettangolo di prato delimitato e misurato. Federico e il suo maestro montano le rispettive batterie. Dalla tribuna la visione è quella di una distesa infinita di strumenti. Le prove iniziano al pomeriggio. Il sole è cocente e non c’è un filo di ombra. I musicisti sentono solo dalle cuffie le istruzioni del direttore. Sono isolati dai rumori esterni e ricevono le indicazioni per gli attacchi in modo da essere perfettamente sincronizzati. Guardarli dalla tribuna è impressionante per quelle mani che si muovono all’unisono.

Il secondo giorno per la prova generale, con sorpresa troviamo tanti ombrelloni per i batteristi! Purtroppo una leggera brezza li fa volare. Il sole brucia e nonostante il leggero venticello l’aria è rovente. Guardo tutte queste persone che, chi in canottiera chi a torso nudo, si muovono senza pausa in una distesa di ombrelloni gialli e capisco come una passione possa far superare ogni disagio. Compare l’ospite d’onore, Courtney Love, vedova del leader dei Nirvana Kurt Cobain. È un po’ sfatta, non tanto per l’età quanto per la vita non proprio esemplare. Si prova anche l’ingresso
ordinato e per sezioni: Federico passa in fila con gli altri con le sue cuffie al collo da professionista. Dirige il maestro Peppe Vessicchio, ma tutto il lavoro precedente l’ha svolto un altro: onori e oneri separati.

Il giorno del concerto - sabato21 luglio - Federico non è per niente preoccupato. L’attesa per entrare in campo è un momento di socializzazione: si scambiano notizie, impressioni, si scherza. Federico diventa il beniamino delle ragazze. Alle 21 i musicisti sfilano puntuali, in sequenza ordinata e prendono posto. Dalla parte del pubblico la vista d’insieme è imponente, ma i dettagli non si percepiscono. Non vedo Federico, nonostante la maglietta e il cappellino rossi. Almeno so qual è la sua posizione e lo immagino. Si accendono le luci colorate, ondeggiano tanti palloni luminosi, i presentatori annunciano. Vessicchio dice che si festeggia la bellezza della musica e che il rock è uno dei linguaggi musicali più penetranti. La prima emozione arriva sulle note vibrate del Preludio numero 1 di Bach che il direttore ha voluto inserire ed arrangiare, trasformandola in una ballata rock. Poi l’entusiasmo del pubblico si accende con Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, Hush dei Deep Purple, Won’t Get Fooled Again (The Who), Born To Run (Bruce Springsteen), fino a Smeels Like Teen Spirit dei Nirvana con l’ingresso di Courtney Love. Il concerto si chiude con un finale grandioso e fantasmagorico con i musicisti che corrono verso il pubblico esaltati dalla riuscita della loro straordinaria prestazione.

Ed eccolo Federico con il suo maestro, là sulla pedana con le bacchette alzate, felice. Se Stella Forti, responsabile
dell’associazione Vivi Down Onlus, non avesse concepito il progetto 999e1, il nostro batterista non avrebbe avuto una simile opportunità. Ed è anche grazie al suo insegnante Marco Scazzetta che lo ha accompagnato, aiutato e seguito, se Federico ha potuto vivere un’esperienza eccezionale. Il messaggio che si voleva lanciare è arrivato; a tutti quelli che lo hanno incontrato, ai compagni di avventura che hanno condiviso l’evento, i bassisti e i chitarristi che sulle ultime note del concerto lo hanno circondato continuando a suonare “dialogando” con lui e ora a coloro che seguono i social: una persona con la sindrome di Down, diverso tra diversi, ma indistinguibile tra tanti, ha contribuito con la sua
energia e passione per la musica ad un fantastico risultato!

Laura Omodeo Salè
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