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Sabato al Teatro Moderno gli spettatori non potranno vedere niente, ma solo sentire e “costruire” una trama
Uno spettacolo nel buio totale
pubblicato il 27 ottobre 2017 alle ore 12:43

Alessandro Girami, attore di teatro, ci vede benissimo. Ma il suo “Grazie”, in scena a Vigevano sul palco del Moderno, sabato alle 21, sarà completamente al buio. Basato sull’opera omonima di Daniel Pennac, sarà un’esperienza sensoriale in cui la luce non sarà quella elettrica, ma la trama, che prenderà forma nell’oscurità.«Del resto – esordisce Girami, anche regista e pittore, che introdurrà il suo monologo nel teatro di via San Pio V – il protagonista stesso della pièce è un uomo di cui non si sa il nome, che non conosce la sua platea e che non sa bene come iniziare il suo discorso. Quindi lo spettacolo prenderà forma dal buio totale». Sarà infatti una guida non vedente, dell’Istituto dei Ciechi, ad accogliere gli spettatori (che non potranno vedere niente) e ad accompagnarli al proprio posto. Poi Girami, completamente solo, in tre quarti d’ora racconterà la storia del protagonista, premiato da una giuria ignota per “l’insieme della sua opera”, non si sa se romanzi, film o altre forme d’arte. Sarà il pretesto per una digressione acuta e puntigliosa che evidenzierà l’elemento grottesco presente in azioni quotidiane, apparentemente neutre e indolori, come quella di ringraziare chiunque e per qualunque motivo. “Grazie”, appunto, un termine ricorrente in tutto il monologo “buio”, dove non mancheranno suoni e musica. «Lo scopo – precisa l’interprete – non è mostrare la cecità, ma l’evidenziare l’uso degli altri sensi. Il pubblico, in modo consapevole, imparerà ad usarli. E ad immaginare le sfumature e le istantanee di una trama che è unica ma che, dato che non sarà possibile vedere me o la scenografia, ognuno costruirà in modo diverso nella sua mente. Poi, una volta usciti dal teatro per rivedere la “luce”, gli spettatori si confronteranno e io mi mischierò a loro. Non potranno riconoscermi. Parlerò anche io e, soprattutto, lì ascolterò». Lo staff del teatro diretto da Corrado Gambi fornirà a tutti una mascherina e coprirà ogni fessura, per garantire l’oscurità totale. L’ingresso al Moderno dovrà avvenire tassativamente entro le 20.30, proprio perché arrivare al proprio posto non sarà come tutte le altre volte.

Davide Maniaci
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