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Sabato alle 19,45 l'artista sarà presente alla inaugurazione nella Strada Sotterranea del Castello di #Vigevano
Pierpaolo Mittica ci racconta “Chernobyl 30 anni dopo”
pubblicato il 27 ottobre 2017 alle ore 15:27

Il progetto Travelling Festival, mostre che nascono a Lodi ma viaggiano “on the road”, giungerà alla sua fase
conclusiva con la presentazione, questo sabato a Vigevano, della mostra “Chernobyl 30 anni dopo” di Pierpaolo Mittica. Il lungo percorso espositivo iniziato il 29 settembre scorso con l’apertura delle Prigioni del Castello Sforzesco di Vigevano, terminerà nel luogo deputato da anni ad accogliere le mostre: la Strada Sotterranea Nuova.
La kermesse fotografica di Vigevano chiude quindi in bellezza e, ad affiancare l’ultimo e importante lavoro di Mittica, ci saranno le due mostre fotografiche che fino a venerdì saranno ancora visibili presso le Prigioni (“Fukushima No-Go Zone” dello stesso Pierpaolo Mittica) e a Palazzo Ducale (“Days of Night - Nights of Day” di Elena Chernyshova). Le due mostre sono state visitate durante gli scorsi weekend da oltre 3mila visitatori e i commenti raccolti dalla Società Fotografica Vigevanese - promotrice dell'evento - sono stati più che favorevoli.
“Chernobyl 30 anni dopo”, la mostra con la quale dunque termina il circuito Fuori Rassegna legato Festival delle Trasformazioni, sarà inaugurata questo sabato alle ore 19,45 e vedrà la partecipazione dello stesso Pierpaolo Mittica, reporter conosciuto a livello internazionale e vincitore di oltre 50 premi in tutto il mondo.
Dalle ore 20 i visitatori potranno assistere ad una visita guidata con la partecipazione del fotografo pordenonese. Reporter impegnato sulle tematiche sociali e ambientali, le sue fotografie ci riportano al più grave disastro nucleare mai avvenuto. Era il 26 aprile del 1986. Quella notte esplose il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl. L’esplosione sprigionò nell’aria tonnellate di sostanze radioattive che, trasportate dal vento, contaminarono entrambi gli emisferi del nostro pianeta. Fu investita quasi tutta l’Europa: 65 milioni di persone furono contaminate. Attualmente nove milioni di persone in Bielorussia, Ucraina e Russia occidentale continuano a vivere in terre con livelli di radioattività altissimi, mangiando cibi e bevendo acqua avvelenati. È stato calcolato che le zone contaminate, 260 mila km² di terra (quasi quanto la superficie dell’Italia) ritorneranno ai livelli normali di radioattività solamente tra centomila anni.

Annalisa Vella
Foto
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