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Reti Neurali
Le reti neurali si sono evolute aldilà di ogni credenza iniziale, ed è un po' inquietante
pubblicato il 2 novembre 2017 alle ore 15:49

 

Uno degli aspetti fondamentali delle reti neurali - il complesso sistema di “neuroni” elettronici che attualmente sta sconvolgendo il mondo tecnologico - è che possono imparare da sole. Basta dare loro in pasto un mucchio di dati, e da sole capiranno come identificare immagini o trovare galassie lontane anni-luce. Ma, dopo il primo passaggio, e prima dell'ultimo, gli scienziati non sanno esattamente cosa accada. Proprio come la mente umana, le reti neurali sono ancora un mistero. Prima di pensare ad un futuro distopico dove le intelligenze artificiali controllano l'umanità, sentiamo cosa hanno da dire gli esperti. Le reti neurali si comportano in maniera completamente diversa rispetto ai computer che conosciamo. “Si potrebbe dire che siano vagamente ispirate al cervello umano” dice il giornalista scientifico Paul Voosen in un video. Sono composte da una rete di neuroni artificiali, ciascuno dei quali è in grado di “rispondere” in base ai dati che gli vengono dati in pasto. Inizialmente queste reti non saranno al massimo delle potenzialità, ma esattamente come gli studenti umani, la rete deve comparare il proprio lavoro con la risposta corretta, valutando gli sbagli e imparando dai propri errori. Ma esattamente come con gli studenti noi possiamo solo valutare i miglioramenti e non i milioni di processi neurali che hanno portato a questi. Il che ci porta ad avere dei problemi, per esempio, nel caso in cui la rete neurale fallisse gli ingegneri non saprebbero il motivo preciso, se sia una falla nella programmazione o una coincidenza. E qualche volta queste reti fanno cose che non avremmo mai immaginato; ad esempio una rete neurale, che dovrebbe riconoscere oggetti, inizia a riconoscere volti umani o due AI (intelligenze artificiali) che negoziando fra di loro inventano un linguaggio completamente nuovo. Per sistemare il dilemma, gli ingegneri stanno lavorando su nuove reti che siano più trasparenti sulle decisioni che prendono. Alcuni fanno osservare alle AI degli umani che svolgono un compito e spiegano le proprie decisioni per insegnare loro a fare lo stesso. Altri invece fanno svolgere ad un AI compiti semplici, come sollevare dei pesi, e un'altra AI deve cercare di spiegare le sue decisioni. Con i governi in tutto il mondo, che stanno finanziando la ricerca in questo ambito, non è più accettabile dire “non sappiamo come funziona”; il futuro girerà attorno alle intelligenze artificiali e non è mai troppo tardi per imparare.

Paolo Vella
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