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Cronaca
#Lomellina: ieri gli arresti eseguiti dai carabinieri
Estorsione, incendio e autoriciclaggio: due imprenditori e un geometra finiscono in carcere
Tra gli indagati figurano altri 9 soggetti, tra imprenditori e operai lomellini, tutti responsabili a vario titolo di reati di furto e falso in atto pubblico.
pubblicato il 6 dicembre 2017 alle ore 11:15

Le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite ieri (martedì), alle prime luci dell'alba, dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Voghera. In carcere sono finiti: Armelin Jacellari, 45enne di origine albanese da anni radicato in Italia, conosciuto con il soprannome di “Lino”, imprenditore del settore edile e carpenteria, e di fatto proprietario di alcuni esercizi in provincia di Pavia tra cui “La bottega dei Sapori” di Pieve del Cairo; Giuseppe Campanini, imprenditore di 45 anni, originario di Alessandria, titolare dell’azienda già oggetto di fallimento CO.ME.C.F. nota nel settore della carpenteria metallica; Luigi Russello, geometra di 51 anni, secondo gli inquirenti legato a Jacellari nell'ambito della sua attività edilizia. I reati contestati spaziano dall’estorsione ai danni di altri imprenditori lomellini, all’autoriciclaggio, fino all’intestazione fittizia di aziende, oltre ai furti e al falso in atto pubblico finalizzata alla elusione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un ruolo primario sarebbe stato svolto da Jacellari che, insieme ai suoi collaboratori, avrebbe posto in essere condotte che gli inquirenti hanno definito «al limite dell’associazione a delinquere», con atti intimidatori e ritorsivi contro il patrimonio e la persona, nei confronti della ditta Eurofal Trading s.r.l. e dei suoi amministratori. Secondo le accuse, gli arrestati sarebbero inoltre responsabili, a vario titolo, dell'incendio doloso appiccato ad aprile nel piazzale di una ditta fallita di Ferrera Erbognone: vennero danneggiate circa 30 autovetture, di cui una decina completamente distrutte dalle fiamme, per un danno che si aggira intorno ai 150-200mila euro. Tra gli indagati figurano altri 9 soggetti, tra imprenditori e operai dell’area lomellina, tutti responsabili a vario titolo di reati di furto e falso in atto pubblico.

(L'articolo completo su L'Informatore Vigevanese in edicola domani)

 

Ilaria Dainesi
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