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#Vigevano La sera dell’Epifania in Duomo una elevazione spirituale per riflettere sul rapporto tra madre e figlio: le letture di Mariateresa Bocca si alterneranno a brani per organo eseguiti da Mauro Banzòla
La figura di Maria in musica e parole
pubblicato il 4 gennaio 2018 alle ore 11:59

Ci stiamo avvicinando alla conclusione delle festività natalizie (che termineranno domenica con la festa del battesimo di Gesù), e per meglio immergerci in questo clima di fine festa, ecco che la Parrocchia di S. Ambrogio in Cattedrale propone una elevazione spirituale e musicale dal titolo "Maria fra noi", dove la musica d'organo e le parole dei grandi della letteratura italiana, ci faranno riflettere sulla figura di Maria, Madre del Salvatore. L'evento, ad ingresso libero, si terrà la sera dell'Epifania, il 6 gennaio, con inizio a partire dalle ore 21.
A proporre la parte letteraria, vi sarà la professoressa Mariateresa Bocca, che con brani di Dante, Manzoni, D'Annunzio, Ungaretti, Quasimodo, ci farà riflettere sul rapporto tra madre e figlio, che legava anche Maria e Gesù: «In tutte le donne che hanno ricevuto la Grazia del Signore - dice la professoressa Bocca - l'arrivo di un figlio è una benedizione che suscita una gioia profonda, e per tutte quelle madri che hanno perso un figlio, il dolore è pari all'amore, ed è immenso. In ciascuna di loro c'è Maria, la Madre per eccellenza, che è sempre fra noi e in ogni madre sulla Terra. La lettura dei brani degli autori sopra citati, di indiscusso valore letterario, tra cui un inatteso D'Annunzio, ci farà riflettere sull'alto valore di ogni donna nella veste di madre, ci commuoverà e alzerà al Cielo la nostra preghiera di ringraziamento proprio nel giorno della manifestazione regale di Cristo».
I brani letterari saranno alternati da altrettanti musicali, scelti a tema secondo la caratteristica del pezzo di prosa o poesia, da Bach, a Mendelssohn e Franck, e verranno eseguiti al grande organo Serassi custodito in Cattedrale (costruito nel 1782) da Gian Mauro Banzòla, organista noto ai vigevanesi e non solo. «L'organo del Duomo" - spiega Mauro - ha una storia lunga e travagliata. Uno strumento pregevole era presente già sul finire del cinquecento, costruito dagli Antegnati di Bergamo, ma purtroppo quest'organo è andato perduto nella seconda metà dell'ottocento, quando si decise di smantellarlo e ricostruirne la cassa per "uniformità" con l'altra. Per un certo periodo, infatti, il Duomo di Vigevano ebbe due organi: l'Antegnati antico, e l'attuale Serassi realizzato nel 1782 (opus n° 200, poi in parte modificato dai Lingiardi di Pavia nel 1843). Tant'è che nell'archivio musicale della Cattedrale sono conservate partiture di messe per due cori e due organi (dette a "cori ed organi battenti"), prassi musicale molto diffusa in passato in Italia nelle grandi Cattedrali e Basiliche (come a Venezia e Bologna, ad esempio, dove ancora viene proposta in determinate occasioni liturgiche). Quando l'Antegnati venne smantellato, perché pieno di problemi e non più considerato adatto ai mutati gusti musicali dell'epoca, non fu purtroppo sostituito da un nuovo strumento, benché i Locatelli, successori dei Serassi, avessero presentato al Capitolo della Cattedrale il progetto per un grandioso organo monumentale a tre tastiere. E così la cassa nuova è rimasta vuota (lo è ancora oggi, e le canne che si vedono di prospetto, di fronte al vero organo a canne, sono finte, mute, posizionate a metà novecento per rendere la visione del Presbiterio più simmetrica). Dell'Antegnati si conservano ancora le tele cinquecentesche che ne adornavano le portelle di chiusura; sono purtroppo in cattivo stato di conservazione, e sono poste sul retro della cassa dell'organo Serassi, visibili dall'andito della sacrestia di destra, dove si trovano i confessionali». Quella del 6 gennaio in Duomo sarà dunque una serata di alta cultura, un appuntamento per meglio immergerci nella figura della Madonna e della madre in generale, a cui assolutamente non si può mancare.

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