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Questa sera (inizio ore 21) a San Dionigi l'incontro a cura della Società storica vigevanese, relatore il prof. Carlo Monteforte
Galeazzo Sanseverino, un personaggio incredibile
Galeazzo Sanseverino, un personaggio rinascimentale dalla storia quasi incredibile. Fu lui a far costruire l’omonimo palazzo vigevanese in corso della Repubblica, e forse fu lui (dicono) ad ispirare Michelangelo quando ha scolpito il suo imperituro “David”, statua esposta alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Di questa figura, legata alla corte di Ludovico il Moro prima e del regno di Francia poi, svariate volte ospite della nostra città, parlerà il professor Carlo Monteforte lunedì alle 21 all’auditorium San Dionigi, in un incontro a cura della Società storica vigevanese e che gode dell’ospitalità della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
pubblicato il 29 ottobre 2018 alle ore 18:08
Il prof. Carlo Monteforte

Monteforte, valente storico, è stato primario del reparto di ginecologia all’ospedale vigevanese per 35 anni fino al 2002. «Sanseverino - anticipa il relatore - era conte di Caiazzo e di Voghera e la sua presenza fu importantissima alla corte milanese di Ludovico il Moro. Lo ha difeso molte volte dagli attacchi dei francesi, che avevano il pallino di conquistare il ducato di Milano. Poi entrambi furono rapiti, Ludovico morì prigioniero nel 1508, Galeazzo Sanseverino ha saputo reinventarsi prima per due anni alla corte degli Asburgo di Germania, e poi in Francia». Lì, con disinvoltura, iniziò a combattere al soldo di Francesco I di Valois, il vecchio nemico. Era diventato amico del suo predeces ore, Luigi XII (sono ingarbugliatissime nei nomi, queste dinastie del ‘500) e lo aveva conosciuto quando Luigi si faceva chiamare duca e non monarca. Intanto a Norimberga era diventato amico del grandissimo pittore Albrecht Dürer, conosciuto in Italia con l’infelice traduzione di Alberto Duro. Sanseverino era anche molto amico di Leonardo da Vinci e pare che il genio toscano andasse nelle sue tenute per guardare i cavalli e realizzare i suoi celebri bozzetti. «Galeazzo – continua Monteforte – era un validissimo combattente, ha vinto tornei anche in età avanzata. Nacque nel 1458 e morì nel 1525, a 67 anni. Era tanto per l’epoca. Dicevano che la sua prestanza fisica fosse straordinaria». Sposò Bianca Sforza, figlia del Moro, ma continuò fino alla fine a combattere per i francesi. Cadde per un colpo di archibugio sotto le mura di Pavia, quando Francesco I tentò inutilmente di assediare la città subendo una nettissima sconfitta da Carlo V (l’imperatore asburgico spagnolo sotto cui “il sole non poteva tramontare”) e venendo imprigionato.

Davide Maniaci
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