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#Vigevano, la mostra di disegni, poesie e foto inizierà domani all'auditorium #SanDionigi
I ragazzi del Cairoli dicono «no» alla violenza sulle donne
pubblicato il 2 marzo 2018 alle ore 20:43
il disegno di Clementina Gallotti, dell'associazione "Cairoli a Colori"

Lo sdegno e il «no» secco dei ragazzi verso un crimine, la violenza sulle donne, di cui si sente parlare troppo, troppo spesso. Per questo motivo nei prossimi due fine settimana, nell’auditorium San Dionigi in piazza Martiri della Liberazione a Vigevano, saranno esposti i lavori e i pensieri degli alunni del liceo Cairoli. Dodici poesie, qualche racconto, dipinti e fotografie, con cui i ragazzi (delle classi II°, III° e IV°) diventano gli alfieri di una presa di coscienza che imponga agli uomini di riflettere e alle donne di ribellarsi a ogni tentativo di prevaricazione. Leggere le poesie o ammirare i disegni permetterà di entrare in un mondo bello, anche se tragico, di giovani consapevoli. Un mondo a volte composto da emozioni tenui, ma profondissime. Come si legge in “Spenta”, la poesia di Irene Curto (III° A del classico). “La sua pelle rosea dovrebbe colorarsi / per timore, fe- licità o pudore e null’altro”. «Ho voluto rimarcare – rivela la ragazza – come i colori sul volto di una donna debbano essere dati soltanto dai cosmetici o dalle sue emozioni. Non dalle botte. Quando si parla di “violenza sulle donne” spesso i media rischiano di appiattire il discorso. È un rischio che non si deve correre, ogni parola a riguardo deve essere incisiva». Edoardo Fadda (anche lui della III° A), invece, si chiede cosa possa spingere un uomo a commettere violenza, quanto possa essere estesa la mancanza di educazione, di cultura, di buonsenso. Non a caso la sua poesia si chiama “Vita morta”. “Arriva la morte per chi commette violenza / poiché non stando al mondo / fisicamente si è vivi, se l’anima è marcia”.  C'è anche chi si immedesima in una ragazzina, che ogni sera è costretta ad assistere a violenze contro la madre, e chiude il suo dolore in una stanza. Lo racconta la poesia di Alessandro Pasquini (III° A): "Quando rientri la sera la paura mi rende pietra / vorrei sparire, annullarmi / risvegliarmi lontano da questa casa...". Una violenza che non ha giustificazioni, che rappresenta un "buio del cuore", come ha scritto la sedicenne Alice Interlandi. Una violenza che deriva dall'oscurità e non dalla luce. "Una pallida luna in una notte serena / e poi il nulla...".

La mostra, organizzata dall’Associazione "ex allievi del Cairoli", sarà aperta il 3, 4, 10 e 11 marzo dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30. (Nella foto: un dipinto di Clementina Gallotti).

Davide Maniaci
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